La Verna dove si trova e come arrivare al santuario

20 agosto 2026

Il Santuario di La Verna, arroccato su uno sperone roccioso, domina la foresta circostante.

Indice

Tra boschi, rocce e silenzio, La Verna appare quasi all’improvviso sull’Appennino toscano. Si trova in provincia di Arezzo, nel territorio di Chiusi della Verna, ed è conosciuta soprattutto per il santuario francescano legato a San Francesco d’Assisi. Qui trovi la posizione precisa, le strade più comode per arrivare, gli spazi da visitare e alcuni consigli utili per organizzare una giornata senza fretta.

La Verna si trova nel Casentino, sulla montagna del Monte Penna

  • Regione Toscana, in provincia di Arezzo.
  • Comune Chiusi della Verna, nel cuore del Casentino.
  • Posizione il santuario sorge sul Monte Penna, a circa 1.128 metri di altitudine.
  • Parco naturale il complesso è immerso nel Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.
  • Accesso si arriva facilmente in auto, mentre con i mezzi pubblici serve un ultimo tratto a piedi.

Il Santuario della Verna, dove si trova, è arroccato su una rupe imponente, circondato da una fitta foresta.

Dove si trova esattamente La Verna

La Verna si trova in Toscana, nella provincia di Arezzo, all’interno del comune di Chiusi della Verna. Non bisogna confondere il santuario con il paese: il centro abitato è più in basso, mentre il complesso religioso sorge sul Monte Penna, uno sperone roccioso circondato dalla Foresta Monumentale della Verna.

Dal punto di vista geografico, siamo nel Casentino orientale, una valle attraversata dall’Arno e incastonata tra Toscana, Romagna e Valtiberina. La posizione è quindi montana e appartata, ma non isolata. Il santuario dista pochi chilometri dal borgo di Chiusi della Verna e si trova all’estremità meridionale del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.

Elemento Informazione
Comune Chiusi della Verna
Provincia Arezzo
Regione Toscana
Montagna Monte Penna
Altitudine della vetta Circa 1.283 metri
Indirizzo del santuario Via del Santuario 45, Chiusi della Verna

La mia prima indicazione è semplice: quando programmi la visita, considera La Verna come una destinazione naturalistica e spirituale, non come una chiesa da vedere rapidamente lungo la strada. Il bosco, le rocce e i sentieri fanno parte dell’esperienza tanto quanto la basilica.

Come arrivare al santuario in auto

In auto, il percorso più intuitivo per chi arriva da Arezzo passa da Bibbiena e Chiusi della Verna. Da Arezzo si segue la SS 71 in direzione di Bibbiena, poi si prendono le indicazioni per Chiusi della Verna e per il santuario lungo la strada provinciale 208.

Chi arriva da Firenze può percorrere la SS 67 verso Pontassieve, superare il passo della Consuma e proseguire verso Poppi e Bibbiena. Da nord, un’alternativa utile passa dalla E45 con uscita a Pieve Santo Stefano, da cui si raggiunge Chiusi della Verna attraverso la SP 208.

  • Da Arezzo si passa generalmente da Bibbiena.
  • Da Firenze il percorso attraversa Pontassieve, Consuma, Poppi e Bibbiena.
  • Da Cesena o dalla Romagna è spesso pratico utilizzare la E45 e uscire a Pieve Santo Stefano.

L’ultimo tratto è una strada appenninica con curve e dislivelli. Non è difficile, ma richiede più attenzione nei mesi freddi, quando possono comparire nebbia, ghiaccio o neve. Per questo consiglio di evitare di arrivare all’ultimo minuto e di lasciare un margine di almeno 30 minuti rispetto ai tempi stimati dal navigatore.

Si può arrivare con i mezzi pubblici

La Verna non dispone di una stazione ferroviaria. Il collegamento più pratico prevede il treno fino ad Arezzo, un secondo treno verso Bibbiena e poi un autobus per Chiusi della Verna. Dal paese al santuario è necessario affrontare l’ultimo tratto a piedi oppure organizzare in anticipo un trasferimento locale.

Questa soluzione è possibile, ma la considero adatta soprattutto a chi viaggia senza fretta o desidera trasformare lo spostamento in un itinerario escursionistico. Gli orari degli autobus possono essere meno frequenti nei festivi e fuori stagione, quindi è prudente controllare le coincidenze prima di partire.

Per chi ama camminare, il tratto tra il paese e la montagna può diventare parte della visita. Bisogna però distinguere una passeggiata breve da un vero percorso nel bosco: servono scarpe con suola scolpita, acqua e abbigliamento adeguato, soprattutto in autunno e inverno.

Cosa vedere una volta arrivati

Il cuore del complesso è la Basilica Maggiore, affiancata da cappelle, chiostri e ambienti conventuali. La visita più importante conduce alla Cappella delle Stimmate, il luogo legato alla tradizione secondo cui San Francesco ricevette qui le stimmate nel 1224.

Merita attenzione anche la Cappella di Santa Maria degli Angeli, uno degli edifici più antichi del santuario, e il patrimonio di terrecotte invetriate realizzate dalla bottega dei Della Robbia. Non sono semplici decorazioni: il colore brillante delle opere contrasta con la pietra scura e con il verde della foresta, creando uno degli angoli artistici più riconoscibili della montagna.

Dal piazzale del Quadrante si può osservare il paesaggio del Casentino, mentre i sentieri conducono verso la cima del Monte Penna. L’anello escursionistico permette di raggiungere la Cappella della Penna, da cui il panorama si apre verso l’Appennino e la Romagna. La salita non va sottovalutata, perché alcuni tratti sono ripidi e il fondo può diventare scivoloso.

Quando visitare La Verna e quanto tempo dedicare

La primavera e l’inizio dell’autunno sono, secondo me, i periodi più equilibrati. Il bosco è particolarmente suggestivo, le temperature sono gradevoli e i sentieri risultano meno affollati rispetto alle giornate estive. In estate conviene arrivare presto, mentre in inverno è bene verificare le condizioni della strada e portare abiti più caldi del previsto.

Per una visita essenziale al santuario bastano circa 2 ore. Se vuoi includere il museo, le cappelle, la foresta e il percorso verso la vetta, è più realistico dedicare mezza giornata. Chi desidera vivere il luogo con maggiore raccoglimento può fermarsi più a lungo e partecipare alle celebrazioni dei frati.

Gli orari possono cambiare tra stagione estiva e invernale. Le indicazioni pubblicate dal santuario riportano generalmente l’apertura dalle 6:30, con chiusura serale più ampia nei mesi caldi; anche la Cappella delle Stimmate ha fasce di accesso specifiche. Prima della partenza controllerei sempre gli orari aggiornati, soprattutto nei giorni festivi.

La posizione giusta per vivere davvero questo luogo

La Verna si trova quindi nel territorio di Chiusi della Verna, in provincia di Arezzo, sul Monte Penna e dentro una delle aree forestali più interessanti dell’Appennino tosco-romagnolo. La sua forza sta proprio nell’unione tra santuario, montagna e silenzio.

Se desideri una visita tranquilla, evita di concentrare tutto in una sosta veloce. Dedica tempo alla basilica, percorri almeno un breve sentiero nella foresta e lascia spazio all’osservazione del paesaggio. È questo equilibrio, più ancora della sola posizione geografica, a rendere La Verna una meta speciale per un viaggio consapevole.

Domande frequenti

Il percorso più pratico prevede il treno fino ad Arezzo, un secondo treno verso Bibbiena e poi un autobus per Chiusi della Verna. Dal paese al santuario occorre percorrere l’ultimo tratto a piedi oppure organizzare un trasferimento locale, verificando in anticipo le coincidenze soprattutto nei festivi.

Per una visita essenziale al santuario sono sufficienti circa 2 ore. Se vuoi includere museo, cappelle, foresta e percorso verso la cima del Monte Penna, è più realistico dedicare mezza giornata.

La visita comprende la Basilica Maggiore, la Cappella delle Stimmate e la Cappella di Santa Maria degli Angeli. Meritano attenzione anche le terrecotte invetriate dei Della Robbia, il piazzale del Quadrante e i sentieri verso la Cappella della Penna.

La primavera e l’inizio dell’autunno offrono temperature gradevoli, boschi suggestivi e sentieri generalmente meno affollati. In estate è preferibile arrivare presto, mentre in inverno conviene controllare le condizioni della strada e portare abiti caldi.

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Guendalina Colombo

Guendalina Colombo

Mi chiamo Guendalina Colombo e da 8 anni mi dedico con passione a esplorare e raccontare le meraviglie del turismo benessere e dei borghi italiani. La mia curiosità è nata dal desiderio di riscoprire le radici autentiche del nostro paese, quelle che si nascondono nei piccoli centri ricchi di storia e tradizioni, e di collegarle a un modo di viaggiare che rigenera corpo e mente. Sul sito paesaggidelbenessere.it, mi impegno a offrire contenuti accurati e aggiornati, semplificando argomenti complessi e mettendo ordine tra le tante informazioni disponibili, per aiutarvi a pianificare esperienze di benessere indimenticabili nei luoghi più suggestivi d'Italia.

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