Dove si trovano le Foreste Casentinesi e come visitarle

4 giugno 2026

Sentiero autunnale nelle foreste casentinesi, con alberi dalle foglie dorate e un escursionista solitario.

Indice

Stai guardando una mappa e ti chiedi dove inizino davvero le Foreste Casentinesi? Il territorio non coincide con un solo bosco o con un unico paese, ma con un grande parco nazionale sull’Appennino tosco-romagnolo. Qui trovi la posizione precisa, i comuni coinvolti, gli accessi più comodi e i luoghi da scegliere in base al tipo di escursione o di pausa nella natura che desideri.

La risposta rapida per orientarti tra Toscana e Romagna

  • Le Foreste Casentinesi si trovano tra Toscana ed Emilia-Romagna, lungo l’Appennino.
  • Il parco interessa le province di Arezzo, Firenze e Forlì-Cesena.
  • Gli accessi principali passano da Camaldoli, Badia Prataglia, La Verna, Campigna e Santa Sofia.
  • L’area protetta misura circa 36.800 ettari e ha oltre 600 chilometri di sentieri.
  • Per una prima visita consiglio di scegliere una sola valle, invece di tentare di vedere tutto in giornata.

Verdi colline ondulate delle foreste casentinesi, dove si trovano aree protette e conservate, sotto un cielo nuvoloso.

Dove si trovano esattamente le Foreste Casentinesi

Le Foreste Casentinesi si trovano sull’Appennino tosco-romagnolo, lungo il crinale che separa la Toscana dalla Romagna. Il nome indica soprattutto il vasto patrimonio forestale tutelato dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, istituito nel 1993.

Il parco si estende tra le vallate del Casentino, del Mugello e della Romagna. Non esiste quindi un unico ingresso ufficiale paragonabile al casello di un’autostrada: si può arrivare da più lati, scegliendo il paese più vicino al luogo che si vuole visitare.

La superficie complessiva è di circa 36.800 ettari, mentre i boschi coprono oltre l’80% dell’area. Il punto più alto è il Monte Falco, a 1.658 metri, ma il territorio comprende anche vallate più basse, corsi d’acqua, borghi e aree agricole.

Quali regioni e comuni comprende l’area protetta

La parte toscana guarda soprattutto verso il Casentino e il Mugello. Quella romagnola comprende le vallate che risalgono da Forlì, Faenza e Cesena verso il crinale appenninico. Questa divisione geografica è utile perché determina sia il paesaggio sia il modo più semplice per raggiungere il parco.

Zona Comuni di riferimento Cosa offre
Toscana, versante casentinese Chiusi della Verna, Bibbiena, Poppi, Pratovecchio Stia Camaldoli, La Verna, borghi, vallate e accessi ai sentieri del crinale
Toscana, versante mugellano Londa e San Godenzo Castagno d’Andrea, sentieri verso il Falterona e paesaggi più appartati
Emilia-Romagna, versante romagnolo Bagno di Romagna, Santa Sofia, Premilcuore, Portico e San Benedetto, Tredozio Campigna, Acquacheta, vallate boscose, cascate e accessi alla foresta della Lama

La tabella va letta come una mappa mentale, non come un elenco di località tutte vicine tra loro. Tra un versante e l’altro ci sono strade di montagna e tempi di percorrenza che possono allungarsi molto. Il mio consiglio è scegliere una base e costruire intorno a quella le escursioni.

Come arrivare senza perdere tempo

In auto dal lato toscano

Da Firenze e dal Mugello si sale generalmente attraverso la SS 67, raggiungendo San Godenzo e Londa, oppure tramite la SR 70 in direzione di Pratovecchio Stia, Poppi e Bibbiena. Da Arezzo il riferimento più diretto è la SR 71, con collegamento verso Chiusi della Verna dalla zona di Bibbiena.

Per chi arriva dall’autostrada A1, gli accessi più utili sono quelli collegati a Firenze, Barberino del Mugello e Arezzo. La scelta dipende dalla destinazione: per Camaldoli e La Verna conviene ragionare sul Casentino, mentre per Castagno d’Andrea è più naturale entrare dal Mugello.

In auto dal lato romagnolo

Da Forlì si risale verso le valli del Montone, del Rabbi e del Bidente, arrivando rispettivamente nell’area di Portico e San Benedetto, Premilcuore e Santa Sofia. Da Cesena si raggiunge Bagno di Romagna attraverso la valle del Savio, mentre da Faenza si sale verso Tredozio.

Gli accessi autostradali di riferimento sono quelli di Faenza, Forlì e Cesena lungo l’A14. Le ultime tratte, però, sono spesso tortuose e non vanno calcolate come normali percorsi cittadini. In caso di neve, pioggia intensa o ghiaccio è prudente verificare le condizioni stradali prima di partire.

Leggi anche: Parco Nazionale del Pollino tra trekking, borghi e natura

Con il treno e gli autobus

Il treno può essere una buona soluzione per arrivare nei centri del Casentino. Le stazioni di Bibbiena, Poppi, Pratovecchio e Stia offrono un punto di partenza utile, ma per raggiungere le foreste e i sentieri serve quasi sempre un ulteriore trasferimento in autobus, taxi o auto condivisa.

Anche dal lato romagnolo si può arrivare in treno a Faenza, Forlì o Cesena. La rete pubblica è interessante per chi vuole ridurre l’uso dell’auto, ma richiede una pianificazione precisa: nei piccoli centri le corse possono essere meno frequenti e molte partenze escursionistiche sono lontane dalle stazioni.

Quali luoghi vedere per primi

Le Foreste Casentinesi non si visitano tutte nello stesso modo. Alcuni luoghi sono adatti a una passeggiata rilassante, altri richiedono esperienza, dislivello e una giornata intera. Io partirei da uno di questi cinque punti, scelti in base all’obiettivo del viaggio.

  • Camaldoli e l’Eremo sono ideali per unire natura, silenzio e storia monastica. Il bosco qui non è soltanto uno sfondo per le fotografie, ma parte integrante dell’esperienza.
  • La Verna unisce il paesaggio forestale a un importante luogo francescano. È una scelta efficace per chi vuole alternare una visita culturale a camminate nel verde.
  • Campigna è uno degli accessi più noti dal versante romagnolo e permette di raggiungere sentieri tra faggete, crinali e aree montane.
  • La cascata dell’Acquacheta, nei pressi di San Benedetto in Alpe, è una meta scenografica, ma il percorso richiede calzature adatte e un minimo di preparazione.
  • Ridracoli e il suo lago artificiale offrono un paesaggio diverso, fatto di acqua, vallate e boschi. È una buona alternativa quando si desidera una giornata meno concentrata sui crinali.

Merita una precisazione anche la Riserva integrale di Sasso Fratino, inserita nel patrimonio mondiale UNESCO insieme alle faggete vetuste europee. È un’area di altissimo valore naturalistico e non va considerata come un bosco da attraversare liberamente: la tutela viene prima dell’accesso turistico.

Per una prima esperienza sceglierei Camaldoli se cerchi raccoglimento, Campigna se preferisci l’escursionismo montano e Ridracoli se viaggi con ritmi più tranquilli. Provare a inserire tutti questi luoghi nello stesso itinerario è uno degli errori più comuni, perché le distanze sulle strade appenniniche sembrano brevi sulla carta ma richiedono tempo.

Come organizzare una visita adatta al tuo ritmo

La primavera e l’autunno sono le stagioni più equilibrate per camminare. In primavera trovi acqua nei torrenti e temperature gradevoli, mentre in autunno il foliage rende le faggete spettacolari. L’estate è piacevole nei boschi, ma i fine settimana possono essere più affollati nei punti famosi.

In inverno il paesaggio cambia completamente. Neve, ghiaccio e nebbia possono rendere impegnativi anche sentieri apparentemente semplici, perciò servono abbigliamento a strati, scarponi con buona suola e una verifica del percorso. Non farei affidamento esclusivo sul segnale del telefono, che in alcune vallate può essere discontinuo.

Il parco dispone di una rete di oltre 600 chilometri di sentieri, con itinerari di difficoltà molto diversa. Prima di partire controlla lunghezza, dislivello, fondo del terreno e tempo previsto, lasciando un margine per le pause. Un percorso di 8 chilometri in montagna non equivale necessariamente a una passeggiata di 8 chilometri in pianura.

Per orientarti puoi fare riferimento ai centri visita e ai punti informativi di Badia Prataglia, Bagno di Romagna, Premilcuore, San Benedetto, Santa Sofia, Tredozio e Campigna, oltre agli uffici e ai punti presenti in altre località del parco. Qui è più facile capire quali sentieri siano adatti alla stagione e alle tue capacità.

Se porti il cane, verifica prima le regole del tratto scelto e tienilo sotto controllo, soprattutto nelle zone frequentate dalla fauna selvatica. Anche la raccolta di funghi, l’accesso alle riserve e l’uso della bicicletta possono dipendere da regolamenti specifici. La libertà di muoversi nel parco non significa assenza di regole: rispettarle protegge il bosco e rende l’esperienza più piacevole per tutti.

La porta giusta dipende dal viaggio che vuoi fare

In breve, le Foreste Casentinesi si trovano tra Toscana ed Emilia-Romagna, sul crinale dell’Appennino, ma il punto di accesso cambia in base all’esperienza che cerchi. Casentino e Camaldoli sono perfetti per un viaggio tra spiritualità, borghi e faggete; Campigna e Premilcuore funzionano meglio per sentieri e paesaggi romagnoli; Ridracoli offre un ritmo più lento intorno all’acqua.

Prima di partire scegli una valle, controlla il meteo e scarica una traccia o procurati una carta escursionistica affidabile. È questo, più della quantità di luoghi visitati, che fa la differenza tra una gita frettolosa e una giornata davvero rigenerante nel cuore del parco.

Domande frequenti

Le Foreste Casentinesi si estendono sull’Appennino tosco-romagnolo, tra Toscana ed Emilia-Romagna. Il parco interessa le province di Arezzo, Firenze e Forlì-Cesena e comprende i versanti del Casentino, del Mugello e della Romagna.

Per Camaldoli e La Verna conviene puntare sul versante casentinese, con riferimenti a Bibbiena, Poppi e Pratovecchio Stia. Campigna si raggiunge più naturalmente dal versante romagnolo, attraverso Santa Sofia, mentre Castagno d’Andrea è collegato al Mugello.

Camaldoli è adatto a chi cerca silenzio, natura e storia monastica; La Verna unisce il paesaggio a una visita culturale; Campigna offre sentieri tra faggete e crinali. Per una giornata più tranquilla si possono scegliere Ridracoli e il suo lago, mentre la cascata dell’Acquacheta richiede calzature adatte e una certa preparazione.

È consigliabile scegliere una sola valle e verificare lunghezza, dislivello, fondo del terreno e tempo previsto. Il parco offre oltre 600 chilometri di sentieri; in inverno servono abbigliamento a strati e scarponi con buona suola, mentre prima di partire è utile controllare meteo, condizioni stradali e regolamenti locali.

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Gilda Neri

Gilda Neri

Mi chiamo Gilda Neri e da 11 anni dedico la mia attenzione al mondo del turismo benessere e dei borghi italiani, un connubio che trovo incredibilmente affascinante. La mia curiosità è nata dall'esigenza di scoprire e condividere la bellezza autentica e la tranquillità che si celano nei piccoli centri del nostro paese, luoghi dove il tempo sembra scorrere più lentamente e dove la qualità della vita è ancora un valore fondamentale. Attraverso i miei scritti, cerco di rendere accessibili e comprensibili le diverse sfaccettature del benessere, sia esso legato alla natura, alla cultura, alla gastronomia o alle tradizioni locali. Mi impegno a verificare le informazioni con cura, a confrontare diverse fonti e a presentare i contenuti in modo chiaro e organizzato, con l'obiettivo di offrire ai lettori spunti utili e aggiornati per esplorare questi tesori nascosti e vivere esperienze rigeneranti.

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