Una sosta sul passo del Cerreto può diventare molto più di una pausa durante il viaggio tra Toscana ed Emilia-Romagna. In questo angolo dell’Appennino si incontrano laghi glaciali, faggete, sentieri di crinale e panorami aperti verso le Alpi Apuane e il Mar Ligure. Racconto cosa vedere, quali escursioni scegliere, quando partire e come organizzare una giornata nella natura senza sottovalutare quota e condizioni del terreno.
Il valico ideale per scoprire l’Appennino tra laghi e crinali
- Quota di circa 1.250 metri, tra la provincia di Reggio Emilia e quella di Massa-Carrara.
- Il punto di partenza migliore per camminare è spesso Cerreto Laghi, a circa 1.346 metri.
- Il giro dei laghi richiede mediamente 1 ora e 30-45 minuti ed è adatto a molti visitatori.
- Le escursioni verso le sorgenti del Secchia e l’Alpe di Succiso sono più impegnative.
- In inverno servono pneumatici invernali o catene a bordo, oltre a un controllo delle condizioni stradali.
Un valico tra Toscana ed Emilia-Romagna
Il valico si trova lungo la SS63 del Valico del Cerreto, in una posizione strategica tra la Lunigiana e l’Appennino reggiano. È inserito nel Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano e raggiunge una quota di circa 1.250 metri, anche se le diverse mappe possono riportare valori leggermente differenti.
La sua importanza non è soltanto geografica. Qui passa una delle vie storiche che collegano il versante emiliano a quello toscano e partono itinerari appartenenti alla rete dei grandi cammini appenninici, tra cui l’Alta Via dei Parchi e il Sentiero Italia. Io lo considero soprattutto una porta d’accesso alla montagna, non una semplice località di transito.
A pochi chilometri si trova Cerreto Laghi, stazione turistica frequentata sia d’inverno sia nella bella stagione. La differenza tra i due luoghi è utile da capire: il valico è il punto panoramico e stradale, mentre Cerreto Laghi offre più servizi, parcheggi, strutture ricettive e accesso diretto ai percorsi attorno agli specchi d’acqua.
Laghi, faggete e panorami che meritano la sosta

Il paesaggio cambia rapidamente con la quota. Intorno a Cerreto Laghi si incontrano il lago Cerretano, i laghi Scuro e Le Gore e il lago Pranda, immerso in un ambiente più appartato. Alcuni bacini hanno origine glaciale, mentre il Pranda è un bacino artificiale circondato da boschi e spazi facilmente accessibili.
Il giro dei laghi è la scelta più equilibrata per chi vuole vedere molto senza trasformare la giornata in una prova di resistenza. Partendo dal Piazzale del Lago, il percorso attraversa boschi di faggio e collega i principali specchi d’acqua in circa 1 ora e 30-45 minuti, con difficoltà generalmente contenuta. Dopo la pioggia, però, radici e tratti sterrati possono diventare scivolosi.
| Luogo | Che cosa offre | Per chi è adatto |
|---|---|---|
| Lago Cerretano | Il lago più vicino al centro di Cerreto Laghi, comodo per una passeggiata breve. | Famiglie e chi ha poco tempo |
| Lago Pranda | Bosco, radure e atmosfera tranquilla, con possibilità di prolungare la camminata. | Escursionisti alle prime esperienze |
| Laghi Scuro e Le Gore | Specchi d’acqua più raccolti, interessanti soprattutto per fotografia e osservazione del paesaggio. | Chi cerca una passeggiata nella natura |
| Sorgenti del Secchia | Ambiente più aperto e montano, con maggiore dislivello e terreno variabile. | Escursionisti allenati |
Quando il cielo è limpido, dai tratti più aperti si possono riconoscere le Apuane e, in lontananza, la costa ligure. Non aspettarti però un panorama sempre garantito. Nebbia e nuvole basse arrivano rapidamente, soprattutto nelle mezze stagioni, e fanno parte dell’esperienza appenninica.
Le escursioni da scegliere in base al proprio allenamento
La rete sentieristica permette di costruire uscite molto diverse tra loro. Il mio consiglio è di scegliere prima il livello di impegno e solo dopo la meta: in questa zona le distanze non sono alpine, ma dislivello, meteo e fondo irregolare possono cambiare completamente la difficoltà.
Il percorso dei laghi
È l’opzione più semplice per una prima visita. Dal piazzale di Cerreto Laghi si raggiungono il Pranda, il lago Scuro, Le Gore e il Cerretano seguendo i sentieri segnati. Con passo tranquillo si può completare in meno di due ore, lasciando spazio a fotografie e soste.
Verso le sorgenti del Secchia
Il percorso che conduce alle sorgenti attraversa zone più selvagge e si avvicina ai rilievi dell’Alpe di Succiso. La camminata richiede una buona preparazione, scarpe con suola scolpita e una traccia aggiornata. Il tratto iniziale può sembrare facile, ma la quota e il ritorno vanno calcolati con attenzione.
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Alpe di Succiso e grandi itinerari di crinale
L’Alpe di Succiso supera i 2.000 metri ed è una meta da affrontare come escursione di montagna, non come semplice passeggiata panoramica. Le condizioni possono includere vento forte, nebbia, neve residua e passaggi esposti. Per chi ha esperienza, rappresenta uno dei percorsi più interessanti della zona; per gli altri è meglio fermarsi a itinerari più brevi o affidarsi a una guida.
Il crinale consente anche traversate più lunghe lungo l’Alta Via dei Parchi. In questo caso non basta lo smartphone: servono cartografia, autonomia d’acqua, abbigliamento adeguato e un piano di rientro. I tempi indicati sui pannelli sono orientativi e dipendono dal fondo, dalla stagione e dal passo del gruppo.
Quando andare e come prepararsi
In estate il valico offre temperature più gradevoli rispetto alla pianura e molte ore di luce. È il periodo più semplice per camminare, ma anche quello in cui i sentieri possono essere più frequentati. Io preferisco le prime ore del mattino, quando il bosco è più silenzioso e il rischio di trovare nuvole sul crinale è spesso minore.
La primavera e l’autunno regalano colori splendidi, ma richiedono maggiore elasticità. Fango, foglie bagnate e neve tardiva possono rallentare molto il percorso. In inverno l’area diventa adatta a ciaspolate e attività sulla neve, purché si conoscano le condizioni del manto e si utilizzino attrezzature coerenti con l’itinerario.
- Scarponi con buona presa, anche per il giro più breve.
- Giacca impermeabile e strato caldo, perché la temperatura può cambiare in poco tempo.
- Acqua e snack, soprattutto se si lascia la zona dei servizi di Cerreto Laghi.
- Cartina o traccia offline, poiché la copertura telefonica non è uniforme.
- In inverno, catene a bordo o pneumatici invernali secondo la segnaletica e le ordinanze stradali.
Prima di partire controllerei sempre viabilità, neve e aperture delle strutture. La SS63 è una strada di montagna e gli interventi, il ghiaccio o le precipitazioni possono modificare tempi e accessi. Anche i sentieri non vanno valutati soltanto in base ai chilometri: un anello breve dopo una nevicata può essere più impegnativo di una camminata lunga su terreno asciutto.
Come organizzare una giornata senza correre
Per una prima visita sceglierei un programma semplice. Arriverei dal versante emiliano o toscano attraverso la SS63, farei una breve sosta al valico e proseguirei verso Cerreto Laghi per iniziare il giro dei laghi dal Piazzale del Lago.
Dopo la camminata, una pausa vicino al lago Pranda permette di godersi il paesaggio senza aggiungere dislivello. Se rimane tempo, si può raggiungere Cerreto Alpi, borgo legato alla storia dell’Appennino reggiano, oppure fermarsi a mangiare prodotti locali a base di salumi, formaggi e cucina montana.
- Controlla meteo e viabilità la mattina stessa.
- Scegli un percorso compatibile con il membro meno allenato del gruppo.
- Parcheggia senza ostacolare la strada o gli accessi di servizio.
- Segui i segnavia e non abbandonare i sentieri per avvicinarti a zone umide o rive fragili.
- Lascia margine per il rientro, soprattutto in autunno e in inverno.
Il principale errore che vedo fare in montagna è voler inserire troppe mete nella stessa giornata. Qui funziona meglio un ritmo lento, con una sola escursione ben scelta e tempo per osservare il paesaggio. È proprio questa combinazione di movimento, silenzio e paesi vicini a rendere la zona interessante anche per un turismo orientato al benessere.
Il ritmo giusto per vivere il crinale
Il Cerreto dà il meglio quando non lo si attraversa di fretta. Una passeggiata tra i laghi è sufficiente per una prima impressione, mentre i sentieri verso il Secchia e l’Alpe di Succiso richiedono esperienza, preparazione e condizioni favorevoli.
La scelta più consapevole è quindi proporzionare l’itinerario alla stagione e alle proprie energie. Scarponi, previsioni controllate e tempi realistici fanno più differenza dell’attrezzatura costosa: con queste attenzioni, il valico diventa una base eccellente per scoprire la natura dell’Appennino tosco-emiliano.